Lettera ai ragazzi della maturità

Lecco, 16 giugno 2020

Commenta su facebook


Un pensiero alle studentesse e agli studenti lecchesi che cominciano la maturità. Un pensiero alle difficoltà di quei giovani, spesso abbandonati, troppe volte ripresi come capro espiatorio dei problemi dei grandi, che si sono trovati a vivere una delle situazioni più complesse che potevano capitargli.

Distanziamento sociale, quarantena, chiusura in casa, lezioni a distanza: tanti avrebbero preferito di gran lunga stare ore e ore sui banchi delle nostre scuole piuttosto che vedersi allontanati da amicizie, corridoi e anche delusioni che negli anni delle superiori percorrono le nostre giornate ma che sono esperienze di crescita.

A tutti, ma soprattutto a quelli che stanno per iniziare la maturità, il miglior augurio per il futuro, che sia al lavoro o in università consapevoli, però, che a noi giovani è affidato il compito, qui a Lecco come in ogni altro luogo, di costruire insieme gli anni a venire. Ciò a partire dal nostro ruolo all’interno della società, dove c’è ancora chi oggi non ci vede e non vuole vedere le nostre ansie, le nostre paure legate all’incertezza.

Non siete soli, non siamo soli. Ma per non esserlo davvero mai informiamoci, studiamo, cerchiamo di prendere voce e parola nei mesi che verranno, di riprendere i nostri spazi che nessun distanziamento sociale potrà toglierci. Questi mesi hanno costretto molti a non sentire e vedere più nessuno: ora è anche nostro dovere non lasciare indietro nessuno, perché troppo spesso chi inciampa e non riesce a farsi notare rimane isolato.

Per tanti essere liberi significa poter fare quello che si vuole: dobbiamo dirci che libertà è innanzitutto partecipazione. Partecipare facendo attivismo, impegnandosi a conoscere e studiare l’attualità, spendendosi per il miglioramento di quello che abbiamo intorno: solo così non dovremo più chiedere il permesso.

Se è vero che la maturità è un punto di svolta, cogliamolo per pretendere che ci siano percorsi e strumenti per mettere le basi di quello che vogliamo, per chiedere alle Istituzioni che ci ascoltino, per ottenere che il paternalismo venga messo da parte e lasci spazio anche alle nostre istanze, preoccupazioni e proposte.

Oggi più che mai abbiamo la necessità, assieme a tutte e tutti quelli della nostra generazione, di riprendere in mano il nostro futuro.

In bocca al lupo a tutti voi, e a tutti noi.

 

Manuel Tropenscovino, Segretario provinciale GD Lecco

Un pensiero alle studentesse e agli studenti lecchesi che cominciano la maturità. Un pensiero alle difficoltà di quei giovani, spesso abbandonati, troppe volte ripresi come capro espiatorio dei problemi dei grandi, che si sono trovati a vivere una delle situazioni più complesse che potevano capitargli.

Distanziamento sociale, quarantena, chiusura in casa, lezioni a distanza: tanti avrebbero preferito di gran lunga stare ore e ore sui banchi delle nostre scuole piuttosto che vedersi allontanati da amicizie, corridoi e anche delusioni che negli anni delle superiori percorrono le nostre giornate ma che sono esperienze di crescita.

A tutti, ma soprattutto a quelli che stanno per iniziare la maturità, il miglior augurio per il futuro, che sia al lavoro o in università consapevoli, però, che a noi giovani è affidato il compito, qui a Lecco come in ogni altro luogo, di costruire insieme gli anni a venire. Ciò a partire dal nostro ruolo all’interno della società, dove c’è ancora chi oggi non ci vede e non vuole vedere le nostre ansie, le nostre paure legate all’incertezza.

Non siete soli, non siamo soli. Ma per non esserlo davvero mai informiamoci, studiamo, cerchiamo di prendere voce e parola nei mesi che verranno, di riprendere i nostri spazi che nessun distanziamento sociale potrà toglierci. Questi mesi hanno costretto molti a non sentire e vedere più nessuno: ora è anche nostro dovere non lasciare indietro nessuno, perché troppo spesso chi inciampa e non riesce a farsi notare rimane isolato.

Per tanti essere liberi significa poter fare quello che si vuole: dobbiamo dirci che libertà è innanzitutto partecipazione. Partecipare facendo attivismo, impegnandosi a conoscere e studiare l’attualità, spendendosi per il miglioramento di quello che abbiamo intorno: solo così non dovremo più chiedere il permesso.

Se è vero che la maturità è un punto di svolta, cogliamolo per pretendere che ci siano percorsi e strumenti per mettere le basi di quello che vogliamo, per chiedere alle Istituzioni che ci ascoltino, per ottenere che il paternalismo venga messo da parte e lasci spazio anche alle nostre istanze, preoccupazioni e proposte.

Oggi più che mai abbiamo la necessità, assieme a tutte e tutti quelli della nostra generazione, di riprendere in mano il nostro futuro.

In bocca al lupo a tutti voi, e a tutti noi.

 

Manuel Tropenscovino, Segretario provinciale GD Lecco